I certificati verdi (CV) sono titoli negoziabili che attestano la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e che possono essere utilizzati per assolvere l’obbligo, posto a carico dei produttori/importatori di energia che immettono in rete più di 100 GWhe/anno, di rispettare una quota di energia prodotta da fonti rinnovabili.
In virtù di tale obbligo esistono mercati di scambio (piattaforma GME o negoziazioni bilaterali) ai quali detti soggetti possono rivolgersi per disporre, nei tempi richiesti, di un numero certificati pari al loro obbligo annuale di immissione in rete di energia rinnovabile (1 CV = 1 MWhe).
In alternativa ai CV, per gli impianti di potenza nominale media annua non superiore ad 1 MW, su richiesta del Produttore, l’incentivazione può essere riconosciuta mediante la corresponsione di una tariffa onnicomprensiva (TO) il cui valore include sia il ricavo per la vendita dell’energia elettrica immessa in rete che il valore dell’incentivo.
In entrambi i casi, l’incentivo riconosciuto varia a seconda della fonte di alimentazione dell’impianto.
Tutto ciò sarà, a partire dal 2013, gradualmente sostituito da nuove regole di incentivazione: un meccanismo di aste per gli impianti oltre i 5 MW di potenza, con parametri differenziati per fonte, ed un meccanismo a tariffa per gli impianti di potenza inferiore.
È quanto stabilisce il D. Lgs. 28/11 rimandando a futuri decreti attuativi (da emanare entro settembre 2011) per gli aspetti di dettaglio.